Serie G – Gadget

Dalla policroma scatola un pazzo GO-BUG.

Una fantastica scatola, una scatola così bella che sarebbe un .. delitto incartarla, imprigionarla in un pur allegro involucro. Da qualsiasi parte la si guardi, questa scatola racconta una fiabesca storia colorata e su tutti i lati c’è scritto GO-BUG POLITOYS.

GO-BUG: un nome secco, preciso, nervoso, che ben si adatta a una macchina con tanta voglia di correre, di frenare, di ripartire, di vivere meravigliose avventure nei più bei paesi, nelle terre più lontane insieme con il suo inseparabile autista.

Apriamo la scatola con impaziente delicatezza, ed ecco apparire in tutto il suo fulgore il GO-BUG. Che strampalata, ma simpaticissima auto! I suoi tratti “somatici” rivelano l’inconfondibile, seppur lontana, origine: quella dell’intramontabile Maggiolino Volkswagen, ma la carrozzeria è diventatapiù tonda, le ruote sono diventate un po’ più “cicciottelle” anzi, specie quelle posteriori, sono di sezione stratosferica, i parafanghi giganteschi, il motore prontissimo e ruggente.

Con GO-BUG e il suo pazzo pilota si può uscire di pista e giù all’impazzata per prati, boschi, torrenti, e arrivare al traguardo parecchio prima degli altri.

Si ragazzi, GO BUG è fatta così, appena si vede questa auto se ne rimane incantati, poi la si vuole e, una volta tra le mani, si decide di non cambiarla più. GO-BUG è POLITOYS.

 

Così era l’introduzione al magico mondo della Serie G Politoys.  Più propriamente denominata la serie GADGET.

Gadgets che all’epoca era una parola nuova (siamo nel 1970 e tutto sta ancora andando bene), diventa qualcosa in più di un semplice giocattolo strano, quale doveva essere. Diventa un’icona dei favolosi anni 70: gli anni hyppie, gli anni delle libertà, gli anni dell’economica crescente a due digit l’anno, gli anni che precederanno gli anni 80. Gli anni in cui gli italiani costruivano ancora, se ne fregavano dell’Europa e del mondo intero.  Gli anni dei Giochi senza frontiere, che poi molto dopo ci porteranno a scoprire che forse non avremmo dovuto partecipare..

Più semplicemente gli anni del bOOm.

In questo favoloso contesto, imperava nella società Polistil, il desiderio di espandere l’espandibile. Invadere più mercati possibili in tutto il mondo.  Nasce in questo periodo la serie Gadget. Una serie stranissima. Dove per la prima volta, porta i collezionisti “seri” ad arricciare il naso. Ma i bambini furbi lo capiscono immediatamente, e immediatamente ci giocano. Questi erano degli autentici mostri di ferro pesante.

Su licenza Revell,  la Polistil ha intrapreso la fabbricazione in lega zama pressofusa dei modelli prodotti in scatola di montaggio dalla casa americana. La prima Politoys Gadgets è stata battezzata Go-Bug ed intorno ad essa è stata inventata una ingenua storiella. La seconda Politoys Gadgets si chiama Kaputt Buggy ed anche introno a lei è stata collocata un’altra simpatica storia. Un piccolo mondo di favole per far vivere dei modelli fantastici, irreali, ingenui, colorati, felici di essere diversi

La Serie G è una serie che comprendeva alcune importanti caricature di auto prodotte negli anni 70, realizzate in metallo, pesantissime e molto particolari sono le gomme di questi spettacolari mezzi. La serie fu realizzata in scala 1/24.

I primi due modelli omaggiano la macchina europea per eccellenza: la Vokswagen Beetle o Kafer o la Coccinelle o Maggiolino a dir si voglia. Non a caso in Polistil scelgono il colosso di Wolfsburg. La città dell’auto per eccellenza. L’auto del popolo che ha dominato l’Europa per molti decenni, per simpatia, adattabilità e potenza.

Escono G1 Go Bug e G2 Kaputt Buggy (diciture in tedesco non proprio a caso). Il primo è una caricatura di VW Kafer, senza paraurti, fari pronunciati, specchietto retrovisore, tubo di scappamento “invadente”. Alla guida un simpatico signore anni 70 con tanto di basette e occhiali da sole. La seconda è sempre una VW Kafer in versione cabrio con parabrezza sporgente, doppi scarichi pronunciati, fari rotondi sportivi. Alla guida un signore con nasone, baffi e barba e capelli rossi e occhi azzurri.

Il terzo modello G3, rompe gli schemi.  L’auto di Stanlio e Ollio. Diciamo pure che non c’entra nulla, ma riscuote sin da subito un discreto successo, soprattutto nei paesi anglosassoni.  I due attori comici sulla classica Ford T nera.

Il quarto e ultimo modello della serie G Politoys è il G4 Citron (Citroen??) Le Cheri Bug, dedicata al modello della Ami 8. Molto francese ovviamente.  Modello con la presenza dei doppi paraurti, del tettuccio apribile, con antenna radio. Alla guida un messieu dal basco francese tipo Marsiglia.

Le scatole che le contenevano sono delle vere opere d’arte con la base che fungeva anche da espositore.

I modelli Politoys sono 4:

 

 Art. G1 del 1970 – Go Bug

 

Caratteristiche del modello: monoblocco in metallo del corpo Volkswagen, fari anteriori rotondi zigrinati in grigio, luci di posizione anteriori sopra i fari in grigio metallizzato, specchieto retrovisore metallizzato lasto sx, profilo presa d’aria anteriore sinistra grigio, tappo benzina con simbolo della pace alla base alta del cofano motore, fari posteriori grigio metallizzato, tubo di scappamento centrale, targa decal nera con scritta bianca anteriore e posteriore con la scritta GO BUG, decal longitudinale sul tetto nera con profili bianchi. Ruote in gomma pesante anteriori ridotte rispetto alle enormi posteriori. Le anteriori riportano la scritta “GOOD & BOOT”, le posteriori “HI-BLOATATION”.

Serie prodotte: serie unica.

Box: Classico cubo di cartoncino colorato con storia scritta e illustrata. Base in blastica arancione reggi modello con vite a dado.  Vite di smontaggio a dado.

Colori prodotti: Giallo pastello, Rosso pastello, verde metallizzato, Blue metallizzato, Marrone metallizzato, Blue Francia, verde metallizzato scuro.

Varianti particolari: Esiste una rara versione prima serie o pre serie gialla con diverse varianti da menzionare. Fari anteriori con ottica trasparente, fari di posizione rossi trasparenti, fari di stop posteriori rossi trasparenti, decal sul cofano STP e Champion, decal  numero di gara “5” sun entrambe le fiancate laterali, decal ELF posteriore, banda longitudinale nera sul tetto. Targa anteriore grossa con scritta “24 LIEGE SOFIA LIEGE”.

 

 

Figurina del concorso Omino Rosso Polistil: Codice G1 con autorizzazione ministeriale del 08/10/1971 e del 21/07/1972.

 

Art. G2 del 1970 – Kaputt Buggy

 

Caratteristiche del modello: monoblocco in metallo del corpo Volkswagen cabrio, fari anteriori rotondi concavi zigrinati all’interno in grigio, tappo benzina cromato alla base alta del cofano motore, fari posteriori grigio metallizzato, doppi tubi di scappamento cromati, parabrezza in plastica trasparente, decal anteriore K B  anteriori e KAPUT laterale sx e BUGGY laterale posteriore dx, antenna radio postariore lato sxn cromata. Targa posteriore americana con scritta “10 Michigan 72 10M 722 Great Lake State” Ruote in gomma pesante anteriori ridotte rispetto alle enormi posteriori. Pilota con nasone pronunciato, casco rosso e basette con baffi  neri. . Le anteriori riportano la scritta “GOOD & BOOT”, le posteriori “HI-BLOATATION”.

 

 

Serie prodotte: serie unica.

Box: Classico cubo di cartoncino colorato con storia scritta e illustrata. Base in blastica arancione reggi modello con vite a dado.  Vite di smontaggio a dado.

Colori prodotti: Marrone metallizzato, Blue Francia, verde metallizzato scuro.

Varianti particolari: Esiste una rara versione prima serie o pre serie gialla con diverse varianti da menzionare. Fari di stop posteriori rossi trasparenti, senza alcuna decal e omino con baffi biondi e non i classici neri, capelli biondi e occhiali bianchi sulla nuca.

 

Figurina del concorso Omino Rosso Polistil: Codice G1 con autorizzazione ministeriale del 08/10/1971 e del 21/07/1972 (supposto la medesima della G1).

 

Art. G3 del 1972 – Auto di Stanlio e Ollio (Laurel and Hardy’s car, La voiture de Laurel et Hardy, Dick und Doofs Auto).

Caratteristiche del modello: modello Ford T con calandra radiatore cromata, fari cromati e manovella accessione motore in plastica color bronzo. Volante e clacson lato sx cromato. Interno in giallo-beige. Ollio alla guida e Stanlio alla sua dx vestiti nei classici tight neri con cravatta/Ollio e papillon rosso /Stanlio).  Targa posteriore lato sx “Laurel & Hardy”. Ruota di scorta posteriore.

Serie prodotte: serie unica.

Box: Scatola della nuova generazione in cartone con illustrazione di una scenetta dei due famosi attori cartoneanimatizzati. Interno con base in polistirolo e vite di montaggio al centro del modello.

Colori prodotti: Nero.

Varianti particolari: nessuna. Le versioni messicane della McGregor hanno colarazioni del Ford T differenti rispetto al nostro unico classico nero. Alla guida non c’è più la coppia di comici ma un omino.  Il modello assume la denominazione di “Cantin Flas” nonostante sul fondino riporti ancora la dicitura originale.

Figurina del concorso Omino Rosso Polistil: Codice G1 con autorizzazione ministeriale del 21/07/1972 (supposto la medesima della G1).

 

Art. G4 del 1973 –  Citron Le Cheri Bug

Caratteristiche del modello: modello che rappresenta la caricatura della Citroen AMI 8, paraurti anteriori e posteriori cromati. Calandra anteriore con simbolo Citroen in evidenza. Fari rotondi zigrinati all’interno e cromati.  Antenna cromata lato sx.  Capottina nera apribile, portatarga posteriore lato sx cromata con targa di carta bianco con scritta nera “CITRON”.  Alla guida personaggio simil francese con tanto di baffetti alla Clarck Gabble e basco alla marsigliese.

Serie prodotte: serie unica.

Box: Classico cubo di cartoncino colorato con storia scritta e illustrata. Base in blastica arancione reggi modello con vite a dado.  Vite di smontaggio a dado.

Colori prodotti: Giallo limone.

Varianti particolari: nessuna.

Figurina del concorso Omino Rosso Polistil: Al momento non si ha alcuna informazione in merito. Probabilmente non esiste per un fattore temporale. E’ stata prodotta dopo la fine del concorso (seconda metà del 1973).

NOTA:

Nella Milano ricca e gioiosa dei primi anni 70 c’era un giornale che si chiamava “La Notte“. Era un giornale particolare “La Notte” perché usciva in due edizioni, una pomeridiana e l’altra mattutina. Wikipedia ci ricorda che una peculiarità dell’edizione pomeridiana era quella di riportare i valori del listino della borsa e di dare indicazioni ai lettori sul come divertirsi la sera.

Erano ovviamente altri tempi, tempi in cui non c’era il precariato, l’asfissia monetaria, il debito pubblico, la disoccupazione e soprattutto l’euro. Chi aveva investito in borsa era ansioso di verificare i suoi guadagni. Chi voleva passare una allegra serata (ed erano in tanti) aveva il problema della scelta del luogo in cui andare. In un periodo siffatto, La Notte è arrivata a diffondere ben 250.000 copie, delle quali 80.000 nella sola Milano.

Poi verso la metà degli anni settanta con l’avvento delle prime tv private – ci spiega sempre Wikipedia – la tiratura ha cominciato a declinare. Dalle 250.000 copie del periodo di massima diffusione si è scesi a circa 50.000. Nel 1982 la proprietà dall’industriale Carlo Pesenti è passata ad Alberto Rusconi e, nell’estate del 1993, a Paolo Berlusconi, che però ha cessato del tutto le pubblicazioni nel 1995. Un tentativo di riportarlo in edicola viene effettuato nel 1997, ma dura solo pochi mesi. Poi altri tentativi di riportare in vita la testata anche online ma nulla di fatto.

Nei primi anni 70, c’è un concorso indetto dalla testata giornalistica in collaborazione con Polistil. Il concocorso prende il nome di “Junior Reporter” e invita i bambini furbi a lavorare su alcuni temi didattici per sviluppare le prime capacità di cronaca, di fantasia e di letteratura giovanile allo scopo di divulgare e far nascere cultura.

Alla fine del concorso vi sono le premiazioni dei migliori lavori presentati alla commissione. Ai vincitori vengono dati premi Polistil.

Esistono alcuni modelli, dichiaratamente rari, che furono messi in palio nel concorso Junior Reporter-Polistil. Abbiamo la certezza che il modello G1 Go Bug e il modello G4 Citron Le Cheri  Bug furono dati in premio ai vincitori per categoria (forse di età?).  Si ha informazione che ne siano stati distribuiti un quantitativo estremamente limitato: 99.

Questi modelli rispetto a quelli tradizionali, differiscono per alcune personalizzazioni grafiche; per la fascetta riposta sulla base in plastica che riporta la dicitura “GRAN PREMIO LA NOTTE” in nero su sfondo bianco, e da un adesivo circolare posto ai lati al centro della portiera che riporta la sagoma di un bambinello con vestitito a righe verticali e tanto di macchina fotografica appesa al collo, la scritta superiore in rosso sfondo nero “JUNIOR REPORTER” e il mitico marchio Polistil posizionato alla base sulla dx rispetto all’omino. Sempre sull’anteriore è riposta la targa in carta con la scritta del giornale LA NOTTE.

Oggi due esemplari grazie al nostro sito sono qui,sani e salvi, a raccontarci la loro storia per i posteri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente dopo il cambio di brand in Polistil (1974), furono proposti gli stessi modelli con le medesime caratteristiche in aggiunta ad altri modelli prodotti per completare la serie. Tra questi, l’unico vero erede degli articoli G1, G2 e G4 è l’articolo G5.

Complessivamente la Serie G – Gadget, considerando anche il solo modello edito come Polistil (G5), escluso il G3 Stanlio e Ollio, rappresenta un vero inno agli anni 70. Le scatole dei modelli sono delle vere opere d’arte contemporanea. I colori e i disegni rappresentanto la cultura hyppie lisergica del periodo Beatlesiano di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e Yellow Submarine.  Niente da aggiungere. Capolavori senza fine.

Ancora una volta l’Azienda Polistil ha centrato l’obiettivo! Stupire e divertire.

Tra la seconda metà del 73 e i primi mesi del 74, in pieno cambio assetto societario, si lavora sulla mini serie Gadget, denominata per l’appunto “MG”. Piccole caricature di auto in scatoline di cartone colorato in una scala aprrossimativa di 1/55-1/66.

 

 

 

Ma questa è un’altra storia!

NOTE (**): le foto inserite in questa pagina, sono tratte genericamente dal web, tranne la G4 del concorso Junior Reporter di proprietà del sito. I colori elencati potrebbero non essere del tutto rappresentati e/o censiti.

 

V1 2018.05.31 v.1 – Copyright #Quellidellapolistil

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