Storia del Signor Leonardo – Operaio del Reparto Verniciatura

Raccogliamo qui, una testimonianza diretta del Sig. Leonardo, che ha lavorato dal 1967 al 1985 presso lo stabilimento di Via Chiostergi a Milano per la Polistil come Operaio addetto al Reparto Verniciatura modelli.

Ebbene si, il distinto signor Leonardo, li ha visti nascere, creare, modificare, colorare e vendere i suoi modellini. Ne ha visti tanti.

In particolare riprendiamo dalla voce di un amico collezionista M. C. , amico di QuellidellaPolistil, che lo ha incontrato personalmente e come un tuffo nel passato è riuscito a cogliere alcune dichiarazioni insignificanti per l’uomo della strada, ma molto importanti e ricche di affetto per noi, amanti della Storia.

Il Sig. Leonardo, inizia da giovane la carriera di verniciatore, viene assunto in Polistil e per una ventina d’anni lavora a contatto con gli embrioni dei nostri giocattoli preferiti.

Lavora in produzione e nei primi anni di impiego si occupa della verniciatura dei modelli in scala 1/43 della Serie M, delle Serie Export fino ad arrivare alle Serie MXX ed Serie E.  Ovviamente non solo..

All’epoca si cominciava a lavorare come in una catena di montaggio di auto vere. Arrivavano le scatole dalla Produzione che contenevano diversi campioni degli stessi modelli per la prova colore. Oggi la Maserati Quattroporte, domani la Lamborghini 350, poi la Islero etc etc. Di solito erano scatole contenenti solo la scocca.

Il Sig. Leonardo con la sua pistola a spruzzo verniciava i modelli con i colori che erano stati richiesti dalla Redazione. I modelli dipinti venivano poi appoggiati su appositi carrelli di metallo dopo la lucidatura e portati direttamente nelle Redazioni per le valutazioni di merito.

Alla fine delle valutazioni tecniche, le “scocche” venivano buttate nelle taniche di raccolta. Le scocche di prova non venivano mai recuperate.

Dopo le approvazioni, si procedeva alla lavorazione, i modelli grezzi così subivano la lavorazione vera e propria con i colori sperimentati e scelti per la Produzione di massa. Generalmente erano 3/4 colori per ciascun modello, dipendeva dal modello. Si utilizzava il metallizzato per i modelli di maggior pregio. Il metallizzato costava molto di più del color pastello (come le auto vere..). I modelli subivano due passate di colore prima dell’assemblaggio che dava loro la forma che anche oggi possiamo ammirare. Alla fine, prima del processo di lucidatura, il colore veniva fissato con vernice trasparente. Il controllo qualità a fine giornata, decideva i modelli da approvare per la vendita rispetto a quelli non perfetti, causa errori umani, di macchina o di assemblaggio finale. I modelli ritenuti non idonei venivano quindi macerati..

Questo era la normalità..

Ma a volte, come in tutte le aziende, succede anche a quelle di oggi, venivano apportate delle varianti di produzione quando in Direzione si accorgevano di alcune difficoltà produttive o altre migliorie di processo industriale che portavano ad avere una maggiore resa produttiva. Da qui le famose “varianti di produzione”. Una su tutte: Politoys Export 568 Marzal Bertone, un prototipo molto raro di passaggio dalla prima alla seconda versione, che ha le ruote veloci ma anche le tipiche portiere ad ali di gabbiano presenti solo nella prima versione. Questa variante presente nel sito, fu vista in produzione anche dal Sig. Leonardo.

Ma oltre alle suddette informazioni, esistono le varianti eseguite per altri motivi cosiddetti “non di linea”.

Le varianti di colore.

Come già accennato, succedeva che con la crisi dei fine anni ’60 inizi ’70, spesso le vernici metallizzate che costavano più del doppio rispetto alle pastello, finivano prima del tempo. Gli operai allora su indicazione della Redazione procedevano con l’utilizzo dei colori alternativi che avevano al momento a disposizione. Il caso di cui si ricorda bene il Sig. Leonardo fu la Politoys M 525 Ferrari 250 Le Mans. Le due Colorazioni tipiche di base erano il Grigio Metallizzato e il Rosso metallizzato. Un giorno il rosso finì e fu deciso al volo di usare il rosso pastello tipico dei Politoys M. Ci sono molti Politoys M rosso pastello che oggi quando li prendiamo in mano e li ammiriamo, in realtà sono stati creati con questa modalità e non progettati a priori (anche la Mustang rosso pastello non doveva esistere..).

Ma la vera chicca è questa: sul finire della giornata, quando rimanevano alcune latte di colore a metà o come scarto dell’attività precedente, l’operaio decideva per sua scelta di chiudere la propria giornata lavorativa utilizzando le rimanenze di colore a proprio piacere su differenti modelli. Alcuni di essi venivano puoi buttati durante la fase di verifica qualità perchè ritenuti inadatti o troppo sfacciati, ma quelli che sopravvivevano al macero diventavano le stelle di oggi…

Tanti esperti di oggi, o presunti tali, si elevano a giudici di colori che reputano impossibili o inadatti. Noi sappiamo invece che esistevano o sono esistiti proprio per le ragioni di cui sopra, in percentuale chiaramente ridotta, modelli dai colori e varianti insolite.

Stesso discorso vale anche per le scatole che hanno subito una infinità di variazioni di “comodo”.

Il sig. Leonardo ha lavorato anche sulla linea Export, e anche in questo caso, le varianti non solo di colore, sono diverse. Una su tutte, l’utilizzo di qualche modello con il fondino a vite flat al posto del classico rivetto.

Oggi il Sig. Leonardo non c’è più, riposa. Lo ringraziamo per averci regalato la sua testimonianza, ringraziandolo anche per aver contribuito a costruire un Mondo ricco di modellini colorati.

Per tutti i lettori un regalo: direttamente dalla Rete YouTube il filmato della TV Svizzera TSI della visita del Gatto Arturo presso lo stabilimento della Polistil di Chiari (BS).

Incredibile ma vero, nel filmato si possono vedere dal vivo i colleghi e le colleghe del Sig. Leonardo al lavoro durante la metà degli anni 70..

Guardate gente, guardate.. e meditate. I professori del modellino NON esistono.