Storia del Signor Roberto e Sig.ra Mariarosaria – Operai addetti all’assemblaggio.

Raccogliamo qui una testimonianza diretta di Antonio, figlio dei coniugi Roberto e Mariarosaria di Cassano d’Adda (MI), che hanno lavorato dal 1970 al 1975 per conto della Polistil, attraverso una piccola società che reclutava personale esterno, per eseguire lavori di manovalanza.

I due coniugi lavoravano durante le ore serali per guadagnare qualche soldino per arrotondare lo stipendio.

Parliamo degli anni ’70, dove nella case degli italiani giravano pochi soldi e i sacrifici erano tanti.  I due coniugi lavoravano a cottimo. Più producevano, più guadagnavano…

Il lavoro veniva commissionato da una signora, che lavorava per le aziende milanesi produttrici di giocattoli (Polistil e Mebetoys).

La Signora contattava direttamente le persone che conosceva, per richiedere disponibilità ad effettuare piccoli lavori presso le proprie abitazioni. L’attività, consisteva nel verificare la qualità dei pezzi prodotti e fare piccoli assemblaggi di pezzi alla scocca madre.

Venivano loro assegnati ad inizio settimana, alcuni fusti di metallo che contenevano scocche grezze di modellini. I fusti venivano recapitati a casa per mezzo di un furgone.

In particolare, visto gli anni, parliamo di assemblaggio di modelli Politoys Serie Export e alcuni modelli ancora in produzione della serie M5XX .

Nei fusti erano contenuti diversi pezzi allo stato grezzo. Ogni fusto, conteneva un tipo di pezzo da lavorare: quello per la scocca, quello delle portiere dx , quello delle portiere sx, quella dei vetri, quello dei cofani,  etc etc.

Il loro lavoro, era di verificare l’idoneità del pezzo e scartare quei pezzi usciti male dalla fase di fusione e che non corrispondevano al campione originale. Quelli ritenuti idonei, li raccoglievano ed inserivano in alcune bustine di confezionamento che poi venivano contrassegnate per l’assemblaggio finale da parte degli operai della catena di montaggio alla Polistil.

I modelli export lavorati erano tutti senza rivetto. Antonio ricorda che i suoi genitori, hanno sempre lavorato solo su scocche e mai su particolari d’interno.

Lo stesso lavoro lo facevano anche per la Mebetoys.

Per quanto riguarda l’attività per la Mebetoys, il lavoro differiva da quello eseguito per la Polistil. Venivano assemblate anche le portiere alla scocca madre, inserendole nelle molle che consentivano di gestire il meccanismo di apertura e chiusura delle portiere.

Mediamente riuscivano a lavorare un fusto al giorno, pari a circa 500 scocche di futuri modelli.

I lavoranti erano remunerati con poche Lire a modello lavorato. 500 scocche poche Lire..

Una volta terminato il lavoro, i fusti venivano predisposti per il ritiro una volta alla settimana. Lo stesso furgone che aveva portato i primi fusti ripassava per il prelievo. Ogni fusto aveva una propria bolla di accompagnamento, che serviva anche per gli aspetti contabili.

Ecco, questa è la semplice storia del Sig. Roberto che adesso riposa e della Sig.ra Mariarosaria, che mai avrebbe immaginato di essere intervistata dopo oltre 40 anni, per un lavoro che all’epoca era insignificante e serviva solo per permettersi qualche piccola spesa extra.

Questa semplice testimonianza, è raccolta direttamente dal figlio, che non è un collezionista, ma che conserva ancora qualche modellino custodito gelosamente nella propria casa dei suoi genitori. Beh credo che varrebbe la pena di avere qualche suo modello…

Questa era la normalità..