Polistil / Sig. Angelo Bonizzoni – Progettista della Direzione Tecnica

 

I primi giorni dell’anno 2016 scorrono e per il nostro sito si preannuncia subito un anno interessante.

Entriamo in contatto con il Sig. Angelo Bonizzoni che lavorava presso la sede di Quinto Romano, oggi una zona periferica di Milano, ma che negli anni 60 era prima paese e poi frazione di Milano città. Vicino a Via Caio Mario, si la famosa via Caio Mario 11, il sig. Angelo viene assunto in Polistil nel 1975 e ci rimane sino al 1979 e poi fino al 1982 collaborando esternamente, sempre vicino al Dott. Sala.

Nella sede di Milano, negli anni 70, ci lavoravano circa 400 persone.

1975 e 1982 due date importanti per il mondo Polistil.

20150805_141807Il sig. Angelo viene assunto nella Direzione Tecnica come progettista. Progettista di modellini. Nell’Ufficio diretto dal Sig. Zanardelli, uomo di grande umanità e vero artista degli stampi che venivano cesellati anche manualmente nel periodo dei modelli con carrozzeria in plastica. Arriva all’inizio del 1975, qualche anno dopo il 1973  che è la data di cambio ragione sociale da Politoys a Polistil. Dal punto di vista del sito, siamo ormai fuori tema, ma in realtà le cose che ci racconta sono facilmente e logicamente trasportabili  in quanto la realtà operativa, la modalità di approccio al lavoro, le tematiche e i problemi affrontati, sono comuni a tutto il decennio lavorativo e quindi anche di nostro interesse.

Ma qui il Sig. Angelo cala l’asso: ci racconta in un bellissimo amarcord, anche qualche vicissitudine che ha personalmente vissuto tra i Top dell’azienda Generali Giocattoli, Sala e Agrati (il Ns. WANTED n.d.r). In azienda i due “proprietari” si dividevano i compiti principali: il Dottor Sala si occupava principalmente delle Direzione Tecnica, il Dott. Agrati della Direzione Vendite. Due facce della stessa medaglia. Si lavorava collaborando e con grande entusiasmo. Quante cose ci racconta il Sig. Angelo, da far sembrare i minuti a disposizione quasi dei millesimi di secondo.

20150805_141924Ci racconta di come veniva ricordato in azienda la storia di come era nata la mitica APS divenuta poi Politoys ed infine Polistil.

Già APS. Sigla preziosa per gli amanti dei modellini in plastica.

A come Agrati e S come Sala, intuibile e semplice .. ma P? Prodotti? Prototipi? Poli?

Sul finire degli anni 50, i due Pionieri del giocattolo Italiano, lavorano con una piccola azienda a seguito per produrre piccoli giocattoli conto terzi, per essere inseriti nelle “buste sorpresa” tipo le Kinder di adesso con all’interno soldatini e macchine in plastica da inserire nella confezione che conteneva chewingum.

Via via il lavoro si fa sempre più consistente e la richiesta dei primi importanti clienti, quali Fossati della Star e Perfetti della Perfetti gomme americane, si fa sempre più pressante ed economicamente significativo.

Gli affari girano, e i due pionieri decidono di lavorare principalmente per loro stessi. Parte così il Progetto APS con la produzione della serie di auto antiche, dei mezzi militari e delle mitiche plastiche in scala 1/41 che tutti conosciamo sino ad arrivare alla classica serie M in zamac in scala 1/43.

APS, ma cosa significa questa P (*)?

Andiamo avanti… , nel frattempo il ns. Sig. Angelo, ci racconta del suo ingresso in azienda, della passione di tutti i lavoratori in azienda che condividevano con i datori di lavoro Agrati e Sala, due grandi imprenditori. Il periodo vissuto dal ns. interlocutore parte con l’azienda che si trova all’apice già da qualche anno, e la leadership continua sino agli anni 80, ma all’orizzonte comincia a spuntare il destino della Polistil anche di molte aziende manifatturiere italiane.

Il Sig. Angelo ci ricorda di quando lavorava nella sua Direzione Tecnica. Il primo progetto che ha seguito fu il KA7 “Kit Bristol Beaufighter”, poi un modello di moto da cross poi finalmente la serie FK e TG. Si dedica successivamente allo sviluppo delle nuove auto da pista, le Policar, e anche alla serie RC.

Ci rammenta che nella fase di Concept, l’azienda si faceva arrivare dei prototipi dall’avanzato Giappone e dopo gli studi tecnici decideva di lavorare alla generazione dei prodotti per la fase pre-industriale. Quando i primi (solitamente sei) prodotti venivano approvati, testati e valutati positivamente dal mercato, venivano trasferiti a Chiari (BS) dove nello stabilimento bresciano venivano alla luce per la grande produzione. Con i primi investimenti nel settore dell’elettronica, le cose cominciano ad andare male. Difatti, producendo in casa e non in Giappone dove nascevano (li sono abituati all’elettronica .. ), avevano avuto parecchi problemi di conformità e problemi di natura tecnica difficile da risolvere se non dopo numerosi e costosi ricicli di lavorazione.

Certo che pensare oggi a tutti quei prototipi e prove colore che alla fine della giornata venivano buttati nelle ceste di raccolta rifiuti, fa piangere il cuore ma allora erano solo di impaccio.

La vita lavorativa del Sig. Angelo è ricca di soddisfazioni professionali e di storie da raccontare, ma i minuti scorrono in fretta come abbiamo già detto all’inizio del colloquio. Perciò passiamo ad altri temi, dando sfogo alle domande più diverse tra loro e di cui le principali trovano seguito nel proseguo del racconto.

Si fa cenno alla storia di quando la Mebetoys cedette i diritti alla Mattel e molti di loro si trovarono a spasso e senza lavoro. Alcuni di ex-dipendenti furono assunti in Polistil per poi finire dopo qualche dolente vicissitudine con la Martoys alla BBurago. ..

Si fa cenno ai viaggi effettuati a metà degli anni ’70 da alcuni specialisti tecnici in Messico alla McGregor, dove furono venduti e ceduti gli stampi dei modelli non più prodotti in Italia a partire dalle plastiche sino agli Export in scala 1/43 e tecnologia italiana (**) .

558 Lamborghini Islero rosso McGregor

558 Lamborghini Islero rosso McGregor??

558 Lamborghini Islero azzurro McGregor

558 Lamborghini Islero azzurro McGregor??

Alcuni dei modelli, quando le cose si stavano mettendo male in Italia, furono esportati in tutta fretta in Messico. Raccontiamo di modelli esportati e finalizzati in Messico con ancora i fondini marchiati Politoys “made in Italy” e venduti  oltre oceano (Politoys M558 Lamborghini Islero in mio possesso che tecnicamente NON esiste). Ci racconta di come venivano spediti e confezionati i modelli, così come erano, dai colori improbabili, se non delle prove colore vere e proprie.

Ma pensa un po’..

(**) tecnologia italiana e stampi venduti in Messico.. oggi la tecnologia messicana e gli stampi dei modelli quelli veri in scala 1 a 1 vengono ceduti all’Italia che li ri-marchia … è INTERESSANTE questo ribaltamento storico. 😉

 

(*) APS: A di Agrati, S di Sala e molto probabilmente P di Perfetti !

 

Molti dipendenti, cessata l’attività della Generali Giocattoli, furono trasferiti e assunti dal Gruppo Perfetti. .. che caso .. 🙂

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Qui finisce il racconto, ringraziamo il Sig. Angelo Bonizzoni per la preziosa testimonianza e per aver contribuito e condiviso lo spirito del Ns. sito.

Il Sig. Angelo è ancora in contatto con altri ex-dipendenti e chissà che si possa lavorare su altre testimonianze e interessanti punti di vista differenti.