Intervista telefonica del 23/7/2015 a Paolo Rampini.

 

Grazie ad una amicizia in comune, la Redazione di Quelli della Polistil è entrata in contatto con il collezionista e oggi affermato editore Paolo Rampini.

Paolo Rampini, grande collezionista di automodelli obsoleti, “Uno dei massimi collezionisti mondiali di automodelli, ma anche un autentico esperto della storia e della produzione delle maggiori Case produttrici, al punto da essere prolifico autore di importanti libri dedicati alle auto in miniatura”, ha dedicato tutta la sua attività agli automodelli e ai giocattoli d’epoca.

La Redazione si è presentata con le credenziali del sito www.quellidellapolistil.it : illustrando la propria mission, gli argomenti che affronta, cosa è stato già fatto e soprattutto cosa ha intenzione di fare.

Siamo riusciti ad incuriosire Paolo Rampini, invitandolo a fare un “giro” sul web per vedere i risultati… ed avere un autorevole feedback di ritorno.

Abbiamo parlato di collezioni in genere, di quando la Polistil alla Mostra del Giocattolo nei primi anni 80, presentava l’intero panorama dei modelli prodotti al pubblico dell’Hotel Executive di Milano. Quando allora, nella Milano da bere, non c’era ancora il web, ma solo piccole pubblicità che ruotavano intorno a pochi appassionati e a pochissimi giornalini di modellismo ed ad un blando passa parola.

Ma già allora, Milano era la vera capitale d’Italia del modellismo e non solo … Con lo sguardo sempre rivolto al nord Europa dove il collezionismo era più frenetico e già ampiamente affermato da brand molto conosciuti sul mercato internazionale; Milano accoglieva spettatori dai paesi della Mittel Europa: Austria, Svizzera, Germania, Inghilterra, Francia.

Ricordiamo assieme a Rampini, che a quelle convention, Polistil, ancora del tutto italiana, partecipava attivamente presentando tutta la propria storia attraverso i modelli prodotti, dalla sua apparizione come APS alla serie M5XX, passando alla Serie Export, MXX e E fino agli ultimi prodotti eightees. Tra i prodotti esposti si ricorda l’automobile di Sbirulino, proprio perché furono prodotti e commercializzati i modelli senza la giusta autorizzazione di Sandra Mondaini. I modelli furono evidentemente subito ritirati e distrutti, tutti tranne una decina che ormai erano già stati venduti.

Una di queste perle è nelle mani di Paolo Rampini!

Da qui la prima affermazione sulla convention al Executive di Rampini: “erano presenti tutti i modelli in un unico colore degli enne prodotti”.

Ciò significa che varianti di colore particolari non erano presenti, ma la somma esposizione dava comunque al collezionista, un’idea di quello che Polistil aveva prodotto nel corso degli anni 60-70-80.

Immediatamente la telefonata si è indirizzata, alla COLLEZIONE POLISTIL vera e propria.  Dove è?

Si è discusso di modelli, colori e varianti.

Paolo Rampini ci ricorda inoltre, quando nei primi anni settanta, si recò a visitare lo stabilimento produttivo di Chiari in provincia di Brescia. All’epoca l’azienda contava circa 600 dipendenti, di cui 450 donne (altro che quote rosa…). Le donne erano impegnate principalmente nella fase di assemblaggio e rifiniture. Agli uomini toccava l’attività di produzione scocche e verniciatura.  Nei reparti vi erano macchinari rumorosi e diverse latte di vernici.

Incontrò anche i proprietari e i responsabili dell’azienda.

Abbiamo condiviso un pensiero comune; spesso sia i responsabili che i dipendenti di una azienda, come in questo caso di modellini, non ricordano particolari e motivazioni che invece il collezionista conosce. Al collezionista in genere, piace pensare che Prodotti e strategie aziendali siano frutto di Progetti pensati in un alone di fantasia e .. magia. In realtà, molti dei protagonisti hanno lavorato SOLO PER SOLDI.

Alla fine delle deliziosa e soddisfacente intervista, abbiamo lasciato l’ultima domanda per tutti i lettori di Quelli della Polistil:

Quanti numeri di modelli sono stati prodotti per ciascun item, esistono elaborati e resoconti di fabbrica sulla numerosità degli articoli prodotti ?  

Ovviamente NO!

Si ipotizza, considerando le certezze riscontrate da produzioni simili presso Dinky Toys per esempio, che per ciascun modello ci sia stata una produzione di qualche milione di pezzi, come giusto che sia: una produzione industriale vera e propria. E’ chiaro che se un pezzo è stato prodotto in 2.000.000 di pezzi, NON possiamo sapere quanti furono per singolo colore. Chissà…, magari 1.999.999 pezzi sono stati prodotti in un colore standard e 1 solo pezzo in un colore differente (magari per errore, di errori ce ne erano tanti allora …). Comunque, questo esempio è solo il concetto che vogliamo trasmettere al lettore.

E’ chiaro che non finisce qui, l’argomento sta a cuore anche a noi della redazione di Quelli della Polistil, e possiamo solo affermare, che stiamo indagando… indagando .. indagando .. WANTED!

Grazie di cuore a Paolo Rampini per la disponibilità e la professionale passione, e come è usanza tecnologica di questa Redazione, linkiamo qui riferimenti dell’Editore. ==>> http://www.paolorampinieditore.it/la-collezione/

 

Paolo Rampini fotografato di recente nel negozio di Tiny Cars di Milano

Paolo Rampini fotografato di recente nel negozio di Tiny Cars di Milano