Prefazione

Parliamo di cataloghi che rappresentavano graficamente la produzione dei modellini della Serie M. Venivano prodotti a partire da metà anni 60 ed inseriti all’interno delle scatole delle macchinine.

L’inserimento avveniva manualmente da parte dell’operatore che piegava in 6-8 parti il catalogo e lo inseriva nelle scatole. L’inserimento avveniva non in tutte le scatole. Uno ogni tot scatole.

Ecco perché oggi si trovano molti meno cataloghi che scatole. Possiamo dire 1 ogni 50 per dare una proporzione sensata.

La logica adottata per la presentazione dei modelli della serie Politoys M all’interno dei cataloghi di carta, spesso non ha seguito la corretta sequenza  produttiva per quanto riguarda l’ordine cronologico di produzione e l’inserimento degli stessi nelle scatoline contenenti il modello. 

Diciamo che siamo convinti che il lavoro postumo di codifica e analisi puntuale, quello che ci stiamo accingendo di fare,  può essere differente dalla vera logica storica.

Difatti, non siamo mai certi che i cataloghi inseriti nelle scatole in realtà possano aver “ viaggiato” in altre confezioni. Ciò è più che plausibile, se pensiamo che acquisti diretti fatti a metà degli anni 60 e mai più toccati con mano, dopo oltre 50 anni siano esattamente gli  stessi. Siamo realisti, ne dubitiamo!

Pertanto cerchiamo anche sulla base del lavoro svolto da altri siti, di costruire una logica quantomeno “verosimile”, che tracci più fedelmente possibile il corso degli eventi.

Noi contiamo la presenza di 10 tipi di cataloghi (al momento ne proponiamo 9 ma sono 10, si aggiunge anche l’H2).  Abbiamo cercato di elencarli, riportando i dati delle pubblicazioni, i numeri dei modelli presentati e le principali informazioni contenute con note e curiosità.

Va aggiunto che ci sono alcuni leaflet (foglietti singoli che riportano il disegno di un modello e le caratteristiche tecniche del modello reale) che riportano dati solo del modello in cui è inserito nella scatola.

Ne abbiamo trovati al momento solo alcuni:  nel modello 500-Alfa Romeo GT, 516- A.R. Giulia TZ, 517- Fiat 850 coupé, 532- Giulia GS 4R Zagato (il classico conosciuto),  536- Dino Pininfarina, 538- Volkswagen 1600TL, 540- Ferrari 275 GTB, 541- Maserati 4 porte.

Tipo Produzione Dal Modello Anno Al Modello Anno Totale modelli
Tipo A gen-65 500 AR Giulia Sprint GT 1965 517 Fiat 850 coupé 1966 15
Tipo A/bis  apr-65 500 AR Giulia Sprint GT 1965 517 Fiat 850 coupé 1966 15
Tipo B set-65 500 AR Giulia Sprint GT 1965 517 Fiat 850 coupé 1966 15
Tipo C dic-65 500 AR Giulia Sprint GT 1965 531 Giulia TI Gazzella 1967 21
Tipo D ott-66 500 AR Giulia Sprint GT 1965 537 AR 2600 Pantera 1965 27
Tipo E  gen-67 500 AR Giulia Sprint GT 1965 537 AR 2600 Pantera 1965 35
Tipo F mag-67 500 AR Giulia Sprint GT 1965 537 AR 2600 Pantera 1965 35
Tipo G set-67 500 AR Giulia Sprint GT 1965 537 AR 2600 Pantera 1965 37
Tipo H  feb-68 500 AR Giulia Sprint GT 1965 539 Lamborghini 350GT 1968 37
   

Tipo A dal nr. 500 al nr. 517

Il primo catalogo risale al gennaio 1965 e riporta le immagini di 15 modelli, dal nr. 500 Alfa romeo GT al nr. 517 fino all’art. 517 Fiat 850 coupé. Manca la 512 (500 Giardiniera), la 515 (ISO Rivolta) e la 516 (Giulia TZ), annunciate tra quelle previste per il 1966. Nel riquadro relativo alla previsione si evidenzia erroneamente la nr. 522 che viene  definita erroneamente “Primula Bianchi” anziché “Primula Autobianchi”.  Si annuncia anche la Opel “Admiral” che sarà rimpiazzata come nr. 521  “Opel Diplomat”.

Per quanto riguarda la data di uscita di produzione, non si ha alcuna certezza sulle mensilizzazione dei modelli. Alcuni escono in ordine cronologico altri in anticipo ed altri successivamente.

Si osservano le seguenti discrepanze rispetto al modello prodotto:

Chissà magari esiste un prototipo siffatto.

Una occhiata ai prezzi esposti: 800 Lire il prezzo fissato per i modelli con quattro aperture, 700 lire quello per i modelli con tre sole aperture (Fiat 600, 850 berlina).

Questo cataloghino esiste in due formati diversi, identico nei contenuti e negli “errori”

Tipo A/bis  dal nr. 500 al nr. 517

Questo cataloghino riporta le stesse imagini del precedente, ma adotta una diversa impostazione grafica: la parte centrale della prima pagina é su due colonne, la scritta Politoys-M é sulla destra, vicino al marchio Politoys (compasso) assente nel precedente. Anche le previsioni dei tempi di consegna sono identiche, ma questo catalogo segue comunque il precedente (penso di pochi mesi) perché contiene i prezzi di tutte le macchinine.

Il secondo catalogo risale ad aprile 1965 e riporta le immagini di 15 modelli, dal nr. 500 Alfa romeo GT al nr. 517 fino all’art. 517 Fiat 850 coupé.

Si osservano le seguenti discrepanze rispetto al modello prodotto:

Questa volta si annuncia anche la Opel ” Kapitan ” che sarà rimpiazzata come nr. 521  “Opel Diplomat”.

Le pagine di questo catalogo hanno un formato diverso: sono più strette e molto più alte.

Tipo B  dal nr. 500 al nr. 517

Il terzo catalogo risale al settembre 1965 e riporta le immagini di 15 modelli, dal nr. 500 Alfa romeo GT al nr. 517 fino all’art. 517 Fiat 850 coupé.

I modelli riportati sono esattamente gli stessi del catalogo di tipo A. Rispetto ai precedenti sono state corrette alcune delle inesattezze. Adesso la IM3 ha solo gli sportelli anteriori apribili, la 850 coupé non ha più il cofano motore apribile ( prezzo 700 lire), la Kadett è stata ridisegnata nella parte posteriore dell’abitacolo e ora è la classica coupé. Anche la Opel Art. 521 diventa Opel Diplomat.

L’immagine della Ferrari Berlinetta è erroneamente sostituita dalla immagine della ISO Rivolta.

I modelli in “pronta consegna” sono ora quattordici. Solo l’Alfa Romeo 2600 Sprint (art. 514) risulta ancora di prossima presentazione. Si allunga l’elenco dei “prossimi modelli prodotti” e si arriva fino al codice 531, Giulia TI “Gazzella”.

Tipo C  dal nr. 500 al nr. 531

Il quarto catalogo risale al dicembre  1965 e riporta le immagini di 22 modelli, dal nr. 500 Alfa Romeo GT al nr. 531 Giulia TI Gazzella.

Diversi modelli presenti i in questo catalogo non hanno rispettato la cronologia degli annunci precedenti e nemmeno la sequenza dei numeri. Probabilmente è il parallelismo della produzione. Altri modelli, invece, pur avendo un numero di catalogo più basso appaiono come di prossima presentazione nel 1966: tra questi, la Rolls Royce, la Taunus, la Fulvia Coupé, la Diplomat, la Primula e altre ancora.

La Fiat 500 Giardiniera (art. 512, con il prezzo a 600 lire), il disegno la raffigura, erroneamente con le portiere apribili incernierate posteriormente.

La ISO Rivolta (art. 515) ora è rappresentata correttamente come la Ferrari Berlinetta che ha il suo 504.

Tipo D  dal nr. 500 al nr. 537

Il quinto catalogo risale al ottobre  1966 e riporta le immagini di 27 modelli, dal nr. 500 Alfa Romeo GT al nr. 537 AR 2600 Pantera.

La Bianchi Primula nr. 522 è erroneamente raffigurata come versione a quattro porte col piccolo cofano posteriore apribile, mentre la versione prodotta è la tre porte con grande portellone posteriore apribile e la 500 Giardiniera ha ancora le portiere apribili.

Il modello di codice più elevato tra quelli preannunciati è la Dino Ferrari (art. 536).

Ci sono i primi aumenti dei prezzi:  La 2600 Sprint e la 2600 “Pantera” sono proposte a 900 lire, la Ferrari 250 Le Mans a 1.000 Lire e così pure la Rolls Royce, ma la Rolls ha l’interno in vellutino e il cofano apribile in due metà, e pesa tantissimo. Quanto alla Le Mans, si intuiscono i tappi carburante apribili, ma non si fa cenno al tettuccio sollevabile dalla parte del passeggero.

Tipo E  dal nr. 500 al nr. 537

Il sesto catalogo risale al gennaio  1967 e riporta le immagini di 35 modelli, dal nr. 500 Alfa Romeo GT al nr. 537 AR 2600 Pantera. Il catalogo preannuncia ancora modelli per il 1966 ma siamo già nel 1967! Il catalogo di tipo E è durato poco in virtù di questo errore.

Il numero di codice più alto è ancora il 537 (la 2600 Pantera della Polizia), ma ci sono molti modelli intermedi che prima non apparivano, per cui i modelli raffigurati sono ancora 35.

 Tre codici sono ancora latenti: corrispondono al 533 (Fiat OSI 1200), 534 (Lola GT) e 535 (Porsche 904).

I nuovi arrivi sono: la Fulvia Coupé (520), la Diplomat (521), la Porsche 912 (527), la Fiat 1500 Ghia (528), la Giulia Canguro (529), la 2600 Zagato (530), La Gran Sport Quattroruote Zagato (532), la Dino Ferrari.

Confermati i precedenti prezzi a parte la Ferrari 250 Le Mans, la sette aperture, che passa da 1.000 a 1.200 lire. I nuovi modelli costano ancora 800 lire, ad eccezione della pesantissima Diplomat (1.000 lire), della Dino e della 2600 Zagato (entrambe a 900 lire). Manca il prezzo della complessa quattro ruote Zagato Gran Sport con lo sterzo funzionante.

La 500 Giardiniera ha erroneamente ancora le portiere apribili.

Tipo F  dal nr. 500 al nr. 537

Il settimo catalogo risale al maggio  1967 e riporta le immagini di 35 modelli, dal nr. 500 Alfa Romeo GT al nr. 537 AR 2600 Pantera.

Tolta la scritta della svista del precedente versione del catalogo, il resto è identico al precedente.

Tipo G  dal nr. 500 al nr. 537

L’ottavo catalogo risale a settembre  1967 e riporta le immagini di 37 modelli, dal nr. 500 Alfa Romeo GT al nr. 537 AR 2600 Pantera.  Rispetto al precedente compaiono due dei modelli ancora latenti : si tratta della Fiat OSI 1200 S (533) e della Lola GT (534). All’appello manca solo la Porsche 904 (art. 535).

Sono spariti i prezzi.  

Tipo H  dal nr. 500 al nr. 539 **

Il nono catalogo risale a febbraio 1968 e riporta le immagini di 39 modelli, dal nr. 500 Alfa Romeo GT al nr. 539 Lamborghini 350GT. 

Appare il codice 539 (Lamborghini 350 GT). Non è apparsa la Porsche 904 (art. 535).

** NOTA: Esiste il Tipo H2, identico al tipo H ma con il retro disposto con la testa della volta uguale alla testa della bianca, cioè cambia il senso della lettura.

Tra il 1969 ed il 1970, la logica di presentazione del modello cambia. Si passa da scatole di cartone a scatole di plastica (le bubble box). Cambia anche la capacità di rappresentazione del modello stesso, per cui questi cataloghi spariscono dalla circolazione lasciando spazio al famoso Concorso dell’Ominio Rosso Polistil che inizia nel secondo semestre 1969.

Tutti tranne i leaflet che continuano ad essere inseriti nelle bubble box e il leaflet personalizzato per la Quattroruote GS Zagato Sport che viene inserito pari pari nella Bubble con la figurina del concorso.

In effetti, ci sono alcuni modelli come la BMW 2000CS o la Maserati Quattroporte che non vengono inseriti in nessun catalogo di questo tipo. Forse non l’abbiamo trovato o forse non è stato prodotto.

Per visionare le immagini digitalizzate dei cataloghi basta fare un doppio click su ciascun titolo dedicato al catalogo sotto la parola chiave “Tipo“.

Per adesso su questo argomento non abbiamo nulla da aggiungere.  Speriamo sia servito per fare chiarezza sull’argomento.  Buona riflessione a tutti i viandanti del web (sempre più numerosi) !

V1 2019.11.13 – Copyright #Quellidellapolistil